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Ansia da prestazione: sintomi e terapia

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Cos’è l’ansia da prestazione

Con ansia da prestazione si intende una condizione patologica in cui il soggetto si preoccupa eccessivamente per una prestazione che dovrà svolgere in futuro. È la paura di non essere in grado di svolgere un compito specifico.

È causa di sintomi fisici oltre che psicologici e può riguardare tutti gli aspetti della vita sebbene, nel comune pensiero, sia associata esclusivamente ai rapporti sessuali.

L’ansia da prestazione può far sì che un individuo si senta in ansia per qualsiasi aspetto della sua performance, dal parlare in pubblico al partecipare a uno sport di squadra.

Ansia da prestazione e sintomi

Esistono diversi tipi di ansia e ogni persona vive l’ansia in modo unico. Tuttavia, esistono alcune caratteristiche generali comuni. Una di queste caratteristiche generali è che l’ansia può essere un problema di percezione di sé.

L’ansia da prestazione è spesso caratterizzata da una serie di sintomi fisici e psicologici, tra cui:

  • ansia;
  • paura;
  • agitazione;
  • ipersudorazione;
  • fauci secche;
  • voce roca;
  • crampi o dolore allo stomaco;
  • difficoltà di concentrazione;
  • palpitazioni;
  • nausea o diarrea;
  • vampate di calore o di freddo;
  • dolori articolari.

 

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Quanto è frequente l’ansia da prestazione?

Milioni di persone nel mondo soffrono di ansia da prestazione, comunemente chiamata “paura del palcoscenico”. Atleti, musicisti, attori e oratori pubblici ne soffrono spesso. L’ansia da prestazione può impedire di fare ciò che piace e può influenzare la carriera di chi ne soffre.

Quando può presentarsi?

L’ansia da prestazione può presentarsi in qualunque contesto e in particolare:

  • lavoro: colloqui di lavoro, discussioni con i colleghi, interazione con i supervisori, richiesta di ferie o di un aumento salariale. È frequente anche in circostanze come gli esercizi di team building o gli eventi sociali di lavoro (ad esempio, la cena aziendale);
  • studio: gli studenti hanno maggiori probabilità di sperimentare stress e persino veri e propri problemi con il proseguire della scuola quando si trovano davanti ad esami ritenuti particolarmente ostici;
  • sport: può provocarne la comparsa a causa della pressione dei compagni di squadra e dei tifosi, oltre che per la preoccupazione che una cattiva prestazione possa avere effetti negativi a livello personale e professionale;
  • relazioni sentimentali (ad esempio, il primo appuntamento e durante il rapporto sessuale);
  • teatro e concerti: alcuni artisti hanno abbandonato la carriera sul palcoscenico a causa delle reazioni del pubblico o dei critici.

Che cos’è l’ansia da prestazione sessuale?

L’ansia da prestazione sessuale è una forma di ansia che si sperimenta durante un’eccitazione sessuale intensa o inaspettata. Può essere un’esperienza debilitante, che influisce sulla capacità di godere e/o di svolgere attività sessuali al massimo delle loro potenzialità.

Finora, gran parte della comprensione dell’ansia da prestazione sessuale deriva da studi condotti su persone affette da disturbo d’ansia generalizzato. Tuttavia, l’ansia da prestazione sessuale può manifestarsi anche in persone che non soffrono di disturbo d’ansia generalizzato.

L’ansia da prestazione sessuale può assumere molte forme diverse. Ad esempio, alcune persone provano disagio o paura per le proprie capacità sessuali. Altre persone temono prestazioni imbarazzanti o non all’altezza della reputazione o della situazione. Altri ancora si preoccupano del proprio aspetto fisico durante l’attività sessuale.

Un tempo si pensava fosse un problema esclusivo degli uomini. Tuttavia, recenti ricerche hanno dimostrato che anche le donne possono soffrire di ansia da prestazione sessuale. Ciò suggerisce che non esiste un problema “maschile” o “femminile”: si tratta semplicemente di un tipo specifico di ansia che colpisce le persone in modo diverso.

Cause

Le ragioni per cui una persona può soffrire di ansia da prestazione sessuale sono molteplici. Alcune persone possono temere di non essere in grado di raggiungere lo stesso livello di prestazioni sessuali del passato. Altri possono sentirsi inadeguati nelle loro capacità sessuali e avere una bassa autostima nei confronti del sesso.

I potenziali fattori di rischio includono variabili psicologiche, ambientali e fisiologiche. Le caratteristiche di base del disturbo includono spesso l’inibizione comportamentale e la paura delle critiche.

Anche la genetica può avere un ruolo nella facilità con cui una persona soffre di ansia da prestazione sessuale.

Le persone che ne soffrono possono anche avere paura dell’incontro sessuale, paura di non essere in grado di far raggiungere un piacere adeguato o paura del rifiuto. Molte persone con ansia da prestazione sessuale soffrono di ansia anche in altri ambiti della loro vita: la cosa può portare a una catena di conflitti in cui l’ansia per il sesso rafforza l’ansia in altre aree della vita.

Anche se non esiste un’unica causa, alcune persone possono essere particolarmente inclini a provarla. Solitamente si tratta di persone che hanno una storia di ansia, di persone emotivamente sane ma con una tendenza a provare ansia in situazioni specifiche e di persone che provano ansia in risposta a un particolare tipo di stress o stimolo.

L’ansia da prestazione è una tipologia di ansia che può essere particolarmente difficile da gestire.

Le persone che ne soffrono possono avere difficoltà a comunicare i propri bisogni e ad esporre le proprie paure. Tutto questo può rendere difficile ottenere l’aiuto necessario per affrontare il problema.

Qual è il legame con il deficit erettile?

Per disfunzione erettile si intende la incapacità di avere o mantenere l’erezione per il tempo necessario allo svolgimento del rapporto sessuale. La disfunzione erettile, in Italia ne soffrono circa 3 milioni di uomini, è il sintomo di una patologia sottostante.

La disfunzione erettile ha, cioè, cause fisiche quali patologie cardiocircolatorie, endocrine e funzionali e psicologiche come il calo del desiderio dettato dalla paura di non essere all’altezza.

Il legame con il deficit erettile è quindi noto: l’ansia da prestazione può causare una mancata risposta sessuale.

Per esempio, una persona con ansia da prestazione potrebbe preoccuparsi del proprio sex appeal o della propria capacità di soddisfare la partner e quindi avere rapporti sessuali scadenti e un conseguente aumento dell’ansia con ripercussione, in un circolo vizioso, sul disturbo da disfunzione sessuale.

Le persone con ansia da prestazione sessuale normalmente sperimentano difficoltà a raggiungere l’orgasmo o ad eccitarsi. Questo può portare all’insoddisfazione per il sesso e, in alcuni casi, alla difficoltà a recepire il sesso come un’attività piacevole.

Come curare l’ansia da prestazione sessuale

L’ansia da prestazione sessuale può essere invalidante e rendere terrificante e ansiogeno anche l’esecuzione di compiti sessuali come baciare. Per alcune persone affette da questa patologia, anche il solo pensare al sesso può essere causa di preoccupazione.

Come descritto, l’ansia da prestazione sessuale può essere causata da diversi fattori. Alcune persone possono essere più ansiose di altre riguardo alle prestazioni sessuali e possono avere difficoltà a controllare i propri pensieri e sentimenti riguardo al sesso.

Non esiste una cura unica, ma ci sono molti modi per trattarla.

Alcune persone possono trovare sollievo grazie alla psicoterapia funzionale con terapia sessuologica di coppia. Altri possono aver bisogno di farmaci, come antidepressivi o betabloccanti, per controllare i sintomi.

Indipendentemente dall’approccio, è importante ricordare che l’ansia da prestazione sessuale è una condizione reale e curabile.

L’uso di farmaci quali gli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 o di alcuni prodotti di origine naturale può contribuire a migliorare la condizione della disfunzione sessuale.

Tra i vari modi per trattare l’ansia da prestazione sessuale, alcuni soggetti trovano utile spostare l’attenzione su di sé, come impegnarsi in attività piacevoli. Aiutare le persone a capire e ad affrontare le cause profonde può essere il trattamento più efficace.

Autore:
Dott.ssa Vittoria Martelli
Laurea in Biotecnologie Mediche