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Ansia e reflusso gastroesofageo: sintomi

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Quali sono i sintomi di ansia e reflusso gastroesofageo? Quale legame esiste tra le due condizioni?

In diversi casi i soggetti che soffrono di reflusso sperimentano uno stato ansioso, più o meno grave, che può dipendere dalla patologia stessa ma che, in alcuni specifici modi, può essere concausa della malattia.

Bisogna specificare che il reflusso esofageo non è, secondo gli ultimi studi, causato direttamente dall’ansia, piuttosto questa è sia responsabile dell’adozione di stili di vita errati che possono dare luogo alla malattia sia fattore che può, indirettamente, favorire l’insorgenza del disturbo.

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Quanto quindi lo stress influisce sul reflusso esofageo? In che modo ansia e reflusso gastroesofageo sono connessi?

Relazione tra ansia e reflusso gastroesofageo

Per capire che cos’è il reflusso da ansia, è necessario comprendere la natura dei disturbi che lo provocano. Come è noto, il reflusso acido si verifica quando i succhi gastrici risalgono lungo l’esofago a causa di un malfunzionamento dello sfintere esofageo inferiore. È una condizione più diffusa di quanto si possa credere. Diversi studi condotti in Italia, in Europa e anche negli Stati Uniti, hanno dimostrato che almeno il 20-25% della popolazione ne soffre.

L’ansia, da parte sua, può essere definita, in termini semplici, come un’emozione, uno stato d’animo d’angoscia o preoccupazione frequente per una situazione che percepiamo come pericolosa o angosciante, indipendentemente dal fatto che lo sia in modo oggettivo oppure no.

Uno studio statunitense, pubblicato nel 2018 sul Journal of Neurogastroenterology and Motility e che è stato effettuato su un campione di 19.000 persone, ha dimostrato che l’ansia era una condizione piuttosto comune tra coloro che soffrivano di reflusso gastroesofageo, ma non solo: era diffusa tra coloro che, tra i sintomi, indicavano anche i dolori al torace.

In particolare, gli individui che accusavano dolori al torace, erano preoccupati per la salute cardiaca e questo alimentava paure e stress peggiorando la condizione iniziale. La concomitante presenza di sintomi di ansia e reflusso gastroesofageo richiede quindi un intervento che agisca su entrambi i fronti: quello fisico e quello psicologico.

D’altro canto l’ansia può condizionare le funzioni digestive, favorendo la produzione incontrollata di succhi gastrici e, in presenza di una anomalia dello sfintere esofageo inferiore, favorire la risalita degli acidi gastrici lungo l’esofago e l’insorgenza della malattia da reflusso esofageo causando bruciore di stomaco.

Quella tra ansia e reflusso gastroesofageo è quindi una relazione circolare, in quanto il reflusso gastroesofageo e l’aumento dell’acido gastrico esacerbano gli stati d’ansia e aumentano lo stress, dando inizio a un circolo vizioso.

Sintomi di ansia e reflusso gastroesofageo

Bruciore, mal di gola, dolore di stomaco sono alcuni dei possibili sintomi del reflusso esofageo.

I sintomi del reflusso esofageo da ansia sono, da un lato, i sintomi tipici della patologia, ai quali si sommano i sintomi dell’ansia. La gravità, la comparsa e la combinazione possono variare da individuo a individuo.

I sintomi tipici del reflusso gastroesofageo sono:

  • nausea e mal di stomaco;
  • dolore al petto o all’addome;
  • deglutizione dolorosa e difficile;
  • tosse cronica;
  • vomito;
  • alito cattivo;

I sintomi dell’ansia sono:

  • battito cardiaco accelerato;
  • nervosismo o irrequietezza;
  • contrazioni muscolari;
  • tensione fisica e mentale;
  • respirazione rapida o iperventilazione;
  • sensazione di panico o angoscia costante;
  • difficoltà di messa a fuoco;
  • problemi di digestione;
  • problemi di sonno.

In particolare, per quanto riguarda il reflusso da ansia, i sintomi più comuni sono:

  • Tensione muscolare: per via dello stress, i muscoli si contraggono e questo può favorire la risalita dei succhi gastrici peggiorando la malattia da reflusso gastroesofageo.
  • Eccesso di acido nello stomaco: la ricerca scientifica ha dimostrato una relazione tra stato ansioso e produzione di acidi gastrici. Questo può causare problemi non solo per quanto riguarda il bruciore di stomaco, ma anche per l’appetito.
  • Cambiamenti nella digestione: lo stress influisce sul processo digestivo e sulla peristalsi intestinale, accelerandola o rallentandola a seconda del soggetto.

Il reflusso da ansia è pericoloso?

Il continuo reflusso gastroesofageo può comportare, nel lungo periodo, una modifica alla mucosa che riveste l’esofago e alla comparsa di infiammazione cronica.  La mucosa esofagea può quindi assumere le caratteristiche di quella gastrica, resistente agli acidi gastrici. Questa condizione è chiamata esofago di Barrett ed è considerata una vera e propria precancerosi.

Come si può curare il reflusso da ansia?

Come accennato, i sintomi di ansia e reflusso gastroesofageo possono essere curato agendo sia sul versante fisico, sia su quello psicologico. Il medico curante o il vostro terapeuta possono consigliarvi il trattamento più adatto.

In linea generale, per quanto riguarda il reflusso gastroesofageo, vengono utilizzati:

  • antiacidi;
  • inibitori della pompa protonica;
  • H2 antagonisti.

Un aspetto di primaria importanza riguarda la dieta, in particolare è opportuno evitare di consumare:

  • cioccolato;
  • menta;
  • pomodori;
  • carni grasse;
  • formaggi grassi;
  • insaccati;
  • alcol;
  • sughi lavorati;
  • pasti abbondanti o molto grassi;
  • caffeina e tabacco.

L’ansia da reflusso gastroesofageo può essere curata con l’aiuto di uno psicoterapeuta. In particolare con:

Altri strumenti terapeutici utili nel trattare i sintomi dell’ansia da reflusso gastroesofageo sono:

  • esercizi di respirazione controllata;
  • meditazione;
  • yoga;
  • fare attività fisica.

L’impiego di farmaci per il controllo dei sintomi dell’ansia da reflusso gastroesofageo deve essere prescritto esclusivamente dal medico specialista. I più comuni farmaci utilizzati sono:

  • benzodiazepine;
  • inibitori della serotonina.

Possono trovare impiego, nei casi specifici di ansia lieve o moderata, alcuni prodotti di origine naturale, quali:

  • CBD;
  • Ashwaghanda.

Autore

Dott.ssa Vittoria Martelli
Laurea in Biotecnologie Mediche