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Ansia e tiroide: sintomi

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Il malfunzionamento della tiroide

Il malfunzionamento della tiroide è stato implicato nell’insorgenza di squilibri chimici nel cervello, che possono provocare ansia e attacchi di panico. 

Ansia e tiroide sono quindi correlate.

La complessità e l’individualità dei disturbi tiroidei sono tali che le condizioni patologiche tiroidee si manifestano in modi molto differenti negli individui.

Ciononostante, i soggetti affetti da disturbi tiroidei presentano un’incidenza maggiore di disturbi d’ansia rispetto alla popolazione generale. 

Sia le condizioni di ipertiroidismo che di ipotiroidismo sono associate a disturbi d’ansia, anche se i meccanismi sottostanti rimangono poco chiari.

Il legame tra ansia e tiroide

Esiste un legame tra ansia e tiroide che si presenta in caso di patologie a carico di quest’ultima. 

La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla situata nella parte anteriore del collo. Essa costituisce una parte estremamente importante del sistema endocrino, poiché controlla il metabolismo attraverso due ormoni tiroidei primari: T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina). T4 e T3 consentono la metabolizzazione di proteine, grassi e carboidrati; regolano l’umore e il peso corporeo; e mantengono la temperatura corporea, la pressione sanguigna e il ritmo cardiaco.

Alterazioni nel funzionamento della tiroide possono causare vari sintomi fisici e psichici, tra cui ansia, stress e depressione. 

Non a caso, le persone che soffrono di ipotiroidismo e ipertiroidismo o altre, gravi patologie alla tiroide come il cancro, accusano spesso repentini cambi d’umore che possono essere assimilati agli sbalzi di chi soffre di disturbi dell’umore.

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Come controllare la tiroide

È possibile controllare la funzione tiroidea attraverso un esame del sangue, dosando l’ormone stimolante della tiroide TSH. 

Se questi livelli sono troppo alti o troppo bassi, significa che la tiroide non funziona correttamente. 

Valori elevati nel test indicano in realtà che la tiroide è ipofunzionante, e viceversa. 

Ad esempio, quando la tiroide produce pochi ormoni – una condizione chiamata ipotiroidismo – l’ipofisi del cervello produrrà più ormone stimolante della tiroide TSH per indurre la ghiandola a produrre più ormoni tiroidei. 

Il ragionamento è contrario in caso di ipertiroidismo: l’ipofisi produrrà meno ormone stimolante TSH nel tentativo di ridurre la concentrazione plasmatica di ormoni tiroidei T3 e T4.

Ipo o iperattività alla base del legame tra ansia e tiroide?

Una alterazione della tiroide può scatenare un squilibrio dei neurotrasmettitori, il quale può causare ansia e attacchi di panico.

In una vasta revisione di 44.388 partecipanti, le persone con condizioni tiroidee presentavano livelli significativamente più elevati di ansia e depressione rispetto ai soggetti sani.

L’ansia può verificarsi sia in condizioni ipoattive che iperattive della tiroide, ma è più comune nell’iperattività: l’ansia colpisce circa il 60% delle persone con ipertiroidismo, rispetto al 30% circa dell’ipotiroidismo.

Le persone con una tiroide iperattiva presentano anche tassi più elevati di specifici disturbi d’ansia, tra cui il disturbo d’ansia generalizzato, gli attacchi di panico, ipocondria e l’agorafobia.

Le patologie tiroidee possono essere associate a sintomi d’ansia che si manifestano in modo differente in base alla presenza di ipertiroidismo o ipotiroidismo.

L’ipertiroidismo, caratterizzato dall’aumento dell’attività metabolica, determina una maggior attivazione del sistema nervoso simpatico che può indurre stati di ansia. In taluni casi, l’individuo può avvertire una sensazione di tremore diffuso e di iperattività dell’organismo.

D’altra parte, l’ipotiroidismo comporta uno squilibrio dei neurotrasmettitori, tra cui la serotonina, che può determinare, oltre a stati di depressione, anche manifestazioni ansiose.

In ogni caso, l’insorgenza di sintomi d’ansia in soggetti affetti da patologie tiroidee rappresenta un fenomeno clinico di rilevante importanza, in quanto può influenzare in modo significativo la qualità della vita del paziente.

Ansia e ipotiroidismo

Ansia e tiroide sono effetto e causa anche nell’ipotiroidismo. 

Sebbene meno comune che nell’iperattività tiroidea, si osserva ansia anche nelle persone con ipotiroidismo. Uno studio ha riscontrato che il 29,4% delle donne con ipotiroidismo trattate con levo-tiroxina ha sperimentato ansia, rispetto al 16,7% delle donne senza una condizione tiroidea. 

I sintomi psichiatrici sono frequentemente osservati nelle fasi iniziali dell’ipotiroidismo: costituiscono circa il 2%-12% dei primi sintomi nei casi segnalati. 

Questi sintomi precoci si presentano spesso come ansia, lapsus di memoria, rallentamento mentale progressivo o deficit del linguaggio. I sintomi di salute mentale diventano più comuni all’aumentare della gravità dell’ipotiroidismo: circa il 30%-40% delle persone con ipotiroidismo acuto presentano disturbi d’ansia.

Ansia e tiroide: sintomi

Per parlare dei sintomi dell’ansia causati dalla tiroide è necessario distinguere tra:

Ipertiroidismo

In caso di ipertiroidismo i sintomi psichici possono includere:

  • ansia;
  • nervosismo;
  • disturbi del sonno;
  • tremori;
  • irritabilità.

Ipotiroidismo

In caso di ipotiroidismo i sintomi psichici possono includere:

  • depressione;
  • scarsa concentrazione;
  • stanchezza anomala.

Terapia

Da quanto emerso il legame tra ansia e tiroide può essere interrotto attraverso la cura della patologia tiroidea. 

In linea generale:

  • ipotiroidismo: la terapia è prettamente farmacologica attraverso l’assunzione di tiroxina. Il corretto dosaggio di ormone è ottenuto in via empirica in più tentativi, controllando di volta in volta i livelli di TSH;
  • ipertiroidismo: la terapia mira a risolvere la causa che determina la condizione. Può, per esempio, prevedere la soluzione chirurgica, con la rimozione della ghiandola, o quella radiologica con la somministrazione di iodio radioattivo. La rimozione della ghiandola, totale o parziale, richiede la successiva assunzione di tiroxina.

Autore

Dott.ssa Vittoria Martelli
Laurea in Biotecnologie Mediche