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Ansia, i sintomi fisici e mentali: come riconoscerli

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Tremori, sudore alle mani, sensazione di tensione, difficoltà di respirazione e nervosismo possono essere segnali evidenti di uno stato ansioso.

L’ansia può essere definita come una risposta emotiva e fisiologica ad uno stimolo esterno o interno che viene percepito come minaccioso o pericoloso. Tale risposta può manifestarsi con una serie di sintomi fisici e mentali.

sintomi fisici e mentali dell'ansia

Quando l’ansia si manifesta con dei sintomi fisici severi e che perdurano da tanto tempo è necessario intervenire al più presto per evitare che cronicizzi condizionando gravemente la vita sociale del paziente.

L’ansia è patologica quando è eccessiva, prolungata nel tempo e interferisce con la vita quotidiana. In tal caso, può essere considerata un disturbo d’ansia e richiedere l’intervento di un professionista della salute mentale.

Perché l’ansia si manifesta con sintomi fisici e mentali?

L’ansia si manifesta con sintomi sia fisici che mentali perché è una risposta complessa e integrata del nostro organismo ad uno stimolo percepito come minaccioso o pericoloso. Quando siamo di fronte ad una situazione stressante o potenzialmente pericolosa, il nostro sistema nervoso attiva una serie di reazioni fisiologiche volte a preparare il nostro corpo ad affrontare la situazione.

Queste reazioni fisiologiche si manifestano attraverso sintomi fisici come l’aumento del battito cardiaco, la dilatazione delle vie respiratorie, l’aumento della sudorazione e la liberazione di ormoni come l’adrenalina.

Inoltre, l’ansia può manifestarsi anche attraverso sintomi mentali perché la percezione del pericolo o della minaccia attiva anche una serie di processi cognitivi ed emotivi, come la preoccupazione, l’angoscia, la paura e la difficoltà di concentrazione.

Inoltre i sintomi fisici possono amplificare i sintomi mentali e viceversa innescando un circolo vizioso.

Per questi motivi, il trattamento dell’ansia richiede una valutazione integrata di tutti i sintomi presenti, sia fisici che mentali.

Sintomi fisici dell’ansia:

Palpitazioni:

sono sintomi fisici dell’ansia che si manifestano come una sensazione di battito cardiaco irregolare o accelerato. Questo sintomo fisico può essere associato a una serie di disturbi d’ansia, come il disturbo d’ansia generalizzato, il disturbo da attacchi di panico, il disturbo d’ansia sociale e il disturbo post-traumatico da stress.

Le palpitazioni sono causate da una risposta di allarme del sistema nervoso autonomo, che controlla il ritmo cardiaco. Questa risposta può essere innescata da un evento stressante o da una preoccupazione eccessiva, che induce un aumento della frequenza cardiaca e una sensazione di battito cardiaco accelerato o irregolare.

Sudorazione:

rientra nei sintomi fisici dell’ansia ed è una risposta naturale del corpo allo stress e all’ansia. In risposta a una situazione stressante, il sistema nervoso simpatico attiva la ghiandola sudoripara, che inizia a produrre sudore. Questo processo è controllato dal sistema nervoso autonomo, che regola il flusso di sudore attraverso la pelle.

Tremori:

si manifestano come una contrazione involontaria dei muscoli, che può essere più evidente in alcune parti del corpo come le mani, le gambe o la testa.

I tremori sono causati da una risposta di allarme del sistema nervoso autonomo, che controlla la contrazione dei muscoli, pertanto sono sintomi fisici dell’ansia. Questa risposta può essere dalla percezione di un pericolo o da un eccesso di stress, che induce un aumento dell’attività muscolare e dei tremori.

Secchezza delle fauci:

è causata dalla riduzione della produzione di saliva. Il sistema nervoso autonomo regola le funzioni involontarie del corpo, come la produzione di saliva. Durante una evento ansioso, il sistema nervoso simpatico può essere attivato, provocando una riduzione della produzione di saliva e quindi una sensazione di secchezza delle fauci.

Difficoltà respiratorie:

possono essere causate da diversi meccanismi fisiologici. In una situazione di ansia, il sistema nervoso simpatico può essere attivato, innescando una serie di reazioni fisiologiche, come l’aumento del battito cardiaco, la sudorazione e l’aumento della respirazione.

Questo può portare a una sensazione di mancanza d’aria o di difficoltà respiratorie.

Inoltre, l’ansia può portare a un aumento della tensione muscolare, compresa quella dei muscoli respiratori, come il diaframma. Questo può ostacolare il movimento del diaframma, causando una sensazione di respiro corto o superficiale. Il fiato corto è un altro sintomo fisico dell’ansia molto frequente.

Vertigini o svenimento:

questi sintomi fisici ansiosi molto invalidanti dipendono dall’attivazione del sistema nervoso simpatico che innesca una serie di reazioni fisiologiche, come l’aumento del battito cardiaco, la sudorazione e l’aumento della respirazione. Questi processi determinano una riduzione del flusso sanguigno al cervello, causando una sensazione di stordimento o vertigini.

Inoltre, l’ansia può portare a un irrigidimento muscolare dei muscoli del collo e delle spalle. Questo può causare una riduzione del flusso sanguigno al cervello, contribuendo alle vertigini.

Disturbi gastrointestinali:

un altro sintomo fisico dell’ansia molto comune che si manifesta in diverse forme: nausea, diarrea, dolori addominali e stitichezza. L’ansia può causare l’aumento o una riduzione della motilità intestinale, con conseguente diarrea o crampi addominali.

Inoltre, l’ansia può aumentare la produzione di acido gastrico, irritando lo stomaco e causando sintomi come bruciore di stomaco o nausea. La tensione muscolare causata dall’ansia può anche portare ad una sensazione di costrizione dell’addome, contribuendo ai sintomi gastrointestinali.

In alcuni casi, l’ansia può anche causare una diminuzione dell’appetito o un aumento della sensazione di sazietà, portando a una riduzione dell’assunzione di cibo.

Disturbi del sonno:

è il principale sintomo fisico dell’ansia. L’ansia determina un aumento dei livelli di cortisolo, un ormone dello stress che influisce sulla qualità del sonno. Inoltre altera con il ciclo sonno-veglia, determinando un sonno non riposante o interrotto.

L’insonnia esaspera i sintomi fisici e mentali dell’ansia, innescando un circolo vizioso per cui il paziente dorme sempre meno e al risveglio è sempre più ansioso in quanto i sintomi fisici e mentali dell’ansia si manifestano con maggiore severità.

Senso di debolezza e affaticamento:

rientra nei sintomi fisici dell’ansia ed è una diretta conseguenza di uno dei principali sintomi dell’ansia: l’insonnia. L’impossibilità di riposarsi adeguatamente e le continue notti insonni, affaticano il corpo. La sensazione di stanchezza e debolezza muscolare deriva dalla continua tensione indotta dal perdurare dello stato ansioso.

Quali sono i fintomi  mentali dell’ansia

Sintomi mentali dell’ansia:

Preoccupazione eccessiva:

è un sintomo dei più comuni disturbi mentali dell’ansia, la persona presenta una preoccupazione costante e persistente riguardo a molteplici eventi o attività future, anticipando scenari negativi e catastrofici.

La preoccupazione è considerata eccessiva quando risulta sproporzionata rispetto alla situazione reale o quando viene mantenuta nonostante l’assenza di una situazione oggettivamente minacciosa.

Tale sintomo può essere presente in diversi disturbi d’ansia, come il disturbo d’ansia generalizzato, il disturbo ossessivo-compulsivo e il disturbo di panico, e può causare un significativo disagio nella vita quotidiana della persona, interferendo con le sue relazioni sociali, lavorative e familiari.

Apprensione:

l’apprensione è il tipico sintomo mentale del disturbo d’ansia generalizzato (DAG), ma può essere presente anche in altri disturbi d’ansia come il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), il disturbo di panico e le fobie.

A livello neurobiologico, l’apprensione è associata ad un’attivazione anomala dell’amigdala, una struttura cerebrale coinvolta nel riconoscimento e nell’elaborazione delle emozioni. Questa attivazione può essere causata da vari fattori, come l’esperienza di eventi stressanti, traumi infantili, predisposizione genetica, e può portare ad una maggiore suscettibilità allo sviluppo di disturbi d’ansia.

Anche l’apprensione può causare un significativo disagio nella vita quotidiana della persona, condizionando i rapporti sociali, lavorativi e familiari.

Pensieri intrusivi:

sono pensieri involontari e indesiderati che si insinuano nella mente della persona in modo persistente e ripetitivo. Questi pensieri possono essere di natura diversa, ma sono spesso caratterizzati da contenuti negativi e catastrofici, come la paura di commettere errori, la preoccupazione per la propria salute o quella dei propri cari, la paura di perdere il controllo o di diventare pazzi.

I pensieri intrusivi sono un sintomo mentale dell’ansia legata al disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e al disturbo d’ansia generalizzato (DAG). Nel DOC, i pensieri intrusivi si presentano come ossessioni, ovvero pensieri ricorrenti e persistenti che causano una significativa angoscia e che spingono la persona a compiere azioni compulsive (come lavarsi le mani ripetutamente o controllare di aver chiuso la porta). Nel DAG, i pensieri intrusivi possono manifestarsi come preoccupazioni costanti riguardo a situazioni future e ad eventi potenzialmente pericolosi.

A livello neurobiologico, i pensieri intrusivi sono associati ad un’attivazione anomala del circuito cortico-striato-talamico, che regola il flusso di informazioni tra le diverse aree cerebrali coinvolte nella percezione e nell’elaborazione delle emozioni.

Difficoltà di concentrazione:

è un sintomo mentale comune dei disturbi d’ansia, in particolare del disturbo d’ansia generalizzato (DAG). Si manifesta come una difficoltà a focalizzare l’attenzione su un compito specifico e a mantenerla per un periodo prolungato di tempo.

A livello neurobiologico, la difficoltà di concentrazione è associata ad un’attivazione anomala del sistema nervoso simpatico, che è responsabile della risposta di “lotta o fuga” del nostro organismo. Questa attivazione può interferire con il normale funzionamento delle aree cerebrali coinvolte nell’elaborazione delle informazioni e nell’attenzione selettiva.

Irritabilità:

è un sintomo mentale frequente dei disturbi d’ansia, che si manifesta come una difficoltà a controllare le reazioni emotive in situazioni stressanti o frustranti. Questo sintomo è spesso associato al disturbo d’ansia generalizzato (DAG), ma può essere presente anche in altri disturbi d’ansia come il disturbo d’ansia sociale, il disturbo ossessivo-compulsivo e il disturbo da attacchi di panico.

L’irritabilità può manifestarsi in diverse forme, ad esempio come risposte verbali aggressive, comportamenti impulsivi o rabbia repressa. Questo sintomo menale può interferire con la capacità di svolgere attività quotidiane e lavorative in modo efficace, causando problemi nelle relazioni interpersonali e nella gestione delle emozioni.

A livello neurobiologico, si determina un aumento della reattività emotiva e della sensibilità alle situazioni stressanti, rendendo la persona più suscettibile all’irritabilità e alla rabbia.

Evitamento persistente della situazione o dell’oggetto temuto:

è un sintomo mentale dell’ansia che può diventare molto invalidante. È una strategia comportamentale che consiste nel cercare di evitare situazioni, oggetti o attività che suscitano ansia o disagio. Questa strategia può diventare problematica quando la persona evita situazioni che sono importanti per il suo benessere o la sua vita quotidiana.

I meccanismi di attivazione dell’evitamento possono essere sia cognitivi che comportamentali. A livello cognitivo, la persona che manifesta evitamento può avere pensieri distorti o irrazionali riguardo alla situazione temuta, che la inducono a credere che la situazione sia pericolosa o insopportabile. Questi pensieri possono essere accompagnati da emozioni intense, come paura o ansia, che a loro volta possono intensificare i pensieri negativi.

L’evitamento può diventare problematico perché, sebbene a breve termine possa ridurre l’ansia o il disagio, a lungo termine può mantenere o addirittura aggravare i sintomi, limitando la capacità della persona di affrontare situazioni temute. Questo può portare nelle forme più severe ad un completo isolamento sociale.

Sensazione di ansia costante.

Conclusioni

Familiarizzare con i sintomi è il primo passo per intervenire e correre ai ripari, risolvendo lo stato di ansia di cui si è affetti. È buona norma generale, effettuare con cadenza regolare, una sorta di autodiagnosi, ovvero un’analisi del proprio corpo, cercando di individuare la possibile presenza di sintomi che possono preallertare circa la presenza di possibili disagi o condizioni o disfunzioni.

In generale, i sintomi fisici e mentali di stress e ansia non dovrebbero mai prendere il sopravvento sul proprio benessere. Dai sintomi fisici dell’ansia potrebbero derivare patologie serie che invece possono essere evitate se si è in grado di riconoscere gli avvertimenti che il corpo attiva.

Medicina, terapia psicologica, discipline diverse e integratori possono essere di grande aiuto nel risolvere ansia e stress, grazie a un percorso terapeutico adeguato. È per questa ragione che è cruciale prestare sempre attenzione ai sintomi fisici e mentali dell’ansia e dello stress ricevuti dal proprio organismo, in modo che si riesca con facilità a risalire alla fonte del problema e porre fine a una condizione mentale che, altrimenti, rischia di degenerare.

Autore:
Dott.ssa Vittoria Martelli
Laurea in Biotecnologie Mediche