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Sintomi respiratori dell’ansia: dispnea ansiosa

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Cos’è la dispnea ansiosa

Mentre la sintomatologia ansiosa può variare da persona a persona, la presenza di sintomi respiratori dell’ansia è piuttosto comune. Si parla frequentemente di dispnea da ansia.

Molte persone manifestano preoccupazione per la comparsa di sintomi respiratori, temendo che questi siano indice di problematiche fisiche. Tuttavia, è importante sottolineare come la salute mentale e quella fisica siano strettamente connesse e possano influire reciprocamente.

Infatti, una delle possibili cause di mancanza di respiro è riconducibile ai sintomi respiratori dell’ansia e ad altri sintomi somatici.

Va inoltre considerato che la stessa mancanza di respiro può a sua volta generare ansia, determinando un circolo vizioso che amplifica la sintomatologia.

Per tale motivo, risulta fondamentale approfondire la natura del sintomo e distinguere se esso sia di natura psicologica o fisica, al fine di individuare la giusta strategia di intervento.

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Sintomi respiratori dell’ansia

L’ansia rappresenta la reazione naturale del corpo alla paura o alla minaccia, denominata “risposta di attacco o di fuga”. In tale contesto, l’organismo reagisce sia dal punto di vista fisico che mentale allo scopo di prepararsi a combattere o a fuggire da situazioni considerate minacciose.

Tra le reazioni fisiologiche che accompagnano questa risposta, i sintomi respiratori dell’ansia sono una costante:

  • sensazione di mancanza d’aria;
  • sensazione di oppressione toracica;
  • difficoltà a respirare;
  • sensazione di soffocamento.

Alcuni studi hanno dimostrato un’associazione significativa tra l’ansia e i sintomi respiratori, incluso quello di mancanza di respiro.

Altri sintomi respiratori dell’ansia che possono verificarsi includono:

  • iperventilazione;
  • tensione muscolare;
  • palpitazioni cardiache;
  • sensazione di svenimento;
  • vertigini;
  • nausea e il mal di stomaco;
  • irrequietezza, irritabilità o la sensazione di nervosismo.

Rientrano in una diversa classificazione i sintomi da tosse da ansia.

Cause della dispnea da ansia

Durante la risposta “combatti o fuggi”, i sintomi respiratori dell’ansia e altri sintomi fisici si attivano per proteggere l’individuo in quelle situazioni che vengono interpretate come minaccia o pericolo. Tuttavia, nei soggetti ansiosi, tali sintomi possono manifestarsi anche in assenza di una reale minaccia o di un reale pericolo alla sopravvivenza. In questi, il cervello continua a rispondere come se fosse necessario mettersi in salvo: il respiro diventa corto e veloce e la tensione muscolare aumenta perché l’organismo cerca di prepararsi ad una possibile fuga.

Insieme ai sintomi respiratori dell’ansia aumenta la frequenza cardiaca e può verificarsi una sensazione di calore, poiché il flusso sanguigno si dirige verso i muscoli, in preparazione a una possibile lotta.

In presenza di un pericolo reale, questi sintomi rappresentano risposte normali dell’organismo per proteggere l’individuo.

Nei soggetti con disturbi d’ansia, la sintomatologia descritta si può presentare anche in occasione di attività normali come ad esempio andare al supermercato o ad un incontro di lavoro. I disturbi d’ansia possono sfociare in fobie, quali ad esempio:

Come liberarsi dei sintomi respiratori dell’ansia

Quando si manifestano i sintomi respiratori dell’ansia e si sperimenta la sensazione di mancanza di respiro, può essere controintuitivo concentrarsi sulla respirazione.

Concentrarsi sulla respirazione può aiutare a controllare la situazione e favorire un’adeguata ossigenazione polmonare. Gli esperti raccomandano di praticare la respirazione diaframmatica, una tecnica che sfrutta l’efficienza del muscolo diaframma nell’atto respiratorio.

In condizioni di respiro corto, la tendenza è quella di respirare dalla bocca o dal petto, ma con la respirazione diaframmatica è possibile:

  • ridurre la frequenza respiratoria limitando velocemente i sintomi respiratori dell’ansia;
  • diminuire la richiesta di ossigeno;
  • impiegare meno sforzo ed energia per respirare.

Per praticare correttamente la respirazione diaframmatica, si possono seguire questi passaggi:

  1. Sedersi comodamente su una sedia o sdraiarsi su una superficie piana, ad esempio il letto, appoggiando la testa.
  2. Appoggiare una mano sulla parte superiore del petto e l’altra sotto la gabbia toracica per percepire meglio il movimento del diaframma durante la respirazione.
  3. Inspirare lentamente attraverso il naso in modo che lo stomaco si sposti contro la mano posizionata sotto la gabbia toracica.
  4. Contrarre i muscoli dello stomaco e lasciarli rilassare durante l’espirazione attraverso il naso o la bocca a seconda di ciò che risulta più facile.
  5. Continuare ad inspirare ed espirare profondamente, avvertendo il movimento dello stomaco che si solleva e si abbassa. Esercitarsi per 5-10 minuti al giorno per beneficiare degli effetti positivi della tecnica.

Le altre tecniche per trattare i sintomi della dispnea da ansia

Oltre agli esercizi di respirazione, per trattare i sintomi respiratori dell’ansia esistono altre possibilità. Tra queste:

  • grounding: serie di tecniche che prevedono il rilassamento muscolare progressivo, ovvero la contrazione e il rilascio graduale dei muscoli, al fine di concentrarsi su queste sensazioni;
  • distrazioni consapevoli: possono aiutare a calmare i sintomi respiratori dell’ansia concentrandosi su degli oggetti che ci circondano. Ad esempio descrivendo un oggetto circostante, un divano, una sedia, un quadro, al fine di mantenere la concentrazione e l’attenzione su altro e non sul sintomo respiratorio;
  • esercizio fisico: la pratica quotidiana è utile, come indicato dalla ricerca scientifica, a ridurre l’ansia. Per beneficiare degli effetti positivi dell’attività fisica sui sintomi respiratori dell’ansia deve essere svolto con costanza: almeno 3 volte alla settimana. L

In caso di sintomi persistenti, è consigliabile rivolgersi a un professionista della salute mentale, che può aiutare a sviluppare meccanismi di coping personalizzati. Inoltre, la pratica quotidiana della respirazione controllata, della mindfulness e dello yoga possono offrire un supporto a lungo termine.

In caso di sintomi respiratori dell’ansia riconoscere e concentrarsi sulla respirazione prima dell’intensificarsi degli stessi, può essere utile.

Terapia farmacologica

Per alleviare i sintomi respiratori dell’ansia, possono essere utilizzati alcuni farmaci, tra cui:

  • antidepressivi. Questi farmaci agiscono sui livelli di alcuni neurotrasmettitori per trattare l’ansia e la depressione. Vengono spesso prescritti come soluzione a lungo termine, poiché possono essere necessarie diverse settimane prima che si percepiscano i benefici;
  • benzodiazepine. Questa categoria di farmaci comprende sostanze come lo Xanax e il Valium, che agiscono come sedativi per ridurre l’ansia. Tuttavia, sono consigliati solo per un uso a breve termine, in quanto possono causare effetti collaterali anche gravi;
  • beta-bloccanti. Sebbene siano generalmente utilizzati per trattare l’ipertensione, i beta-bloccanti, come il propranololo, possono anche alleviare i sintomi respiratori dell’ansia a breve termine.
  • buspirone. Questo farmaco viene talvolta prescritto per trattare l’ansia in situazioni in cui gli antidepressivi non hanno sortito effetto. Sebbene il buspirone abbia lo stesso profilo di efficacia delle benzodiazepine e presenti minori rischi ed effetti collaterali, può richiedere da 2 a 4 settimane perché abbia effetto.

Come evitare che l’ansia causi sintomi respiratori

Il principale mezzo per prevenire i sintomi respiratori dell’ansia o altre manifestazioni fisiche consiste nell’esercitare le tecniche indicate e nell’identificare i fattori scatenanti ancor prima che si manifestino. Così come non ci si prepara per un terremoto durante l’evento sismico, bensì in anticipo, altrettanto vale per l’ansia.

Tra le tecniche preventive più efficaci rientra la stesura di un diario, nel quale vengono riportati i pensieri automatici che si hanno durante i momenti di ansia o panico. Questa risulta utile per individuare i fattori scatenanti e per riflettere sull’ansia in uno stato mentale più sereno.

Si possono altresì annotare le sensazioni che si provano in quel frangente, così da facilitare la comprensione dell’accaduto.

Esistono diversi tipi di diario dei pensieri, come ad esempio quello concentrato sui pensieri disfunzionali oppure quello che tiene traccia dell’ansia generale. In alternativa, è possibile crearne uno personalizzato, riportando la data, la specifica causa scatenante (ovvero la situazione o il sintomo fisico, come ad esempio la mancanza di respiro), il pensiero automatico (cioè ciò che si crede che accadrà a causa di questo sintomo) e il grado di convinzione in esso (che va da 1 a 100%).

Nel caso di dispnea ansiosa, ad esempio, il pensiero automatico potrebbe essere quello di essere affetti da una grave patologia. In quel momento, è possibile che tale convinzione raggiunga quasi il 100%. Tuttavia, dopo aver registrato il pensiero nel diario, tale convinzione potrebbe ridursi al 20%.

Inoltre, numerosi studi hanno dimostrato come la pratica regolare della meditazione possa alleviare i sintomi  respiratori dell’ansia e favorirne la cura. In alternativa, è possibile praticare la mindfulness al fine di prendere maggiore consapevolezza del proprio corpo e di ciò che suscita ansia. a

Infine, vale la pena considerare l’opportunità di collaborare con un professionista della salute mentale al fine di trovare ulteriori strategie.

Autore

Dott.ssa Vittoria Martelli
Laurea in Biotecnologie Mediche