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La paura delle malattie

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Come superare la paura delle malattie

La paura delle malattie è tecnicamente chiamata nosofobia. Con nosofobia si indica la paura estrema o irrazionale di sviluppare una malattia. Questa fobia specifica è talvolta nota semplicemente come paura delle malattie.

Curiosamente, la nosofobia è spesso associata agli studenti di medicina, al punto che viene indicata come “malattia degli studenti di medicina”. Questo nome deriva dall’ipotesi secondo cui la nosofobia tende a colpire soprattutto gli studenti di medicina poiché a conoscenza di informazioni su diverse malattie: alcune ricerche del 2014 sosterebbero questa teoria.

Aver paura delle malattie è comune: a nessuno fa piacere venire in contatto con un soggetto portatore di un virus magari molto contagioso, come per esempio il morbillivirus che ha un R0 uguale a 15-17 (un infetto contagia in media 15-17 persone). Nelle persone affette da nosofobia, l’ansia derivante dalla paura di contrarre una malattia pregiudica la qualità della loro vita quotidiana.

La nosofobia va distinta dal disturbo d’ansia da malattia, noto come ipocondria.

Quali sono i sintomi della nosofobia?

Il sintomo principale della nosofobia è la paura delle malattie. La paura delle malattie genera riguarda malattie note e gravi come il cancro, patologie cardiache, l’AIDS, le malattie sessualmente trasmissibili.

L’ansia e la paura non scompaiono neanche dopo che il soggetto è stato visitato dallo specialista medico. È frequente l’esigenza di recarsi spesso dal medico curante per esami o test, anche se questi hanno certificato l’assenza di patologie.

Le principali manifestazioni fisiche della paura delle malattie, comprendono:

  • diarrea;
  • vertigini;
  • disturbi del sonno;
  • nausea;
  • tachicardia;
  • sudorazione fredda;
  • aumento della frequenza respiratoria.

L’evitamento è un altro aspetto della nosofobia: è possibile che una persona affetta da questa patologia smetta di volerne sapere qualcosa. Può causare ansia al punto che una persona evita qualunque uscita e limita la propria vita sociale dopo averne sentito parlare.

Le persone che hanno paura delle malattie cercano di informarsi e di studiare il più possibile su quelle malattie di cui temono di essere affette. Possono passare ore a documentarsi sulla malattia, a fare ricerche e a tenere d’occhio i media per verificare l’eventuale comparsa di nuovi casi.

La pandemia di Covid 19 ha contribuito ad aumentare i casi di nosofobia.

ipocondria e nosofobia

Le differenze dall’ipocondria

L’ipocondria o disturbo d’ansia da malattia, riguarda la paura delle malattie in generale. Il soggetto ipocondriaco teme di poter avere o di poter prendere una qualunque malattia. La nosofobia, al contrario, riguarda la paura di sviluppare una malattia specifica grave e potenzialmente pericolosa per la vita.

Una persona che manifesta sintomi dell’ipocondria e che quindi soffre di disturbo d’ansia da malattia potrebbe temere che sintomi apparentemente poco importanti come un mal di testa o un dolore muscolare indichino un problema grave. Al contrario, una persona affetta da nosofobia può non manifestare alcun sintomo fisico e tuttavia preoccuparsi di avere (o di poter avere) una malattia medica rilevante.

Per esempio, una persona che soffre di disturbo d’ansia da malattia (ipocondria) può pensare che il suo mal di gola sia segno di un tumore all’esofago. Anche in mancanza di sintomi, una persona che soffre di nosofobia può essere preoccupata dal pensiero di avere un tumore da qualche parte.

Un paziente affetto da disturbo d’ansia da malattia è più propenso a cercare consolazione nella famiglia o nel medico.

Quali sono le cause della paura delle malattie?

La nosofobia, o paura delle malattie, può essere causata da una serie di fattori anche se spesso non esiste una causa di fondo conosciuta.

Per esempio, se un membro della famiglia soffre di una malattia grave con complicazioni, la persona può temere di poter sperimentare la stessa cosa. La cura e l’accudimento dell’individuo malato può influenzare lo sviluppo della nosofobia.

Lo sviluppo della nosofobia e della paura della malattia può essere influenzato anche da epidemie come quella del Covid 19. In tali situazioni, l’essere sovraesposti a notizie continue può essere un fattore di rischio.

I ricercatori hanno recentemente teorizzato che il disturbo possa essere influenzato dalla facilità di accesso alle informazioni mediche disponibili online: i sintomi specifici di qualsiasi malattia sono elencati in modo approfondito e fruibili da qualunque utente.

Esiste un termine per definire l’ansia che deriva dalla ricerca di notizie sulla salute: cybercondria.

Se si soffre di ansia o si ha una storia familiare di ansia, è più probabile che si sviluppi nosofobia.

Come viene diagnosticata?

La diagnosi di nosofobia viene fatta quando l’ansia e la paura di ammalarsi o di contrarre una malattia rendono la vita quotidiana difficile o influiscono negativamente sulla qualità della vita.

Se l’ansia è accompagnata dalla paura di ammalarsi, è necessario pensare di rivolgersi a un terapeuta. In terapia si può iniziare ad affrontare la paura di ammalarsi e a lavorare sui meccanismi di coping.

La diagnosi consente di iniziare un trattamento terapeutico, farmacologico o una combinazione di questi, che possa aiutare a superare la paura delle malattie.

Trattamento

La nosofobia può comportare il timore di andare in un luogo in cui si potrebbe essere esposti a una determinata malattia, rendendo talvolta difficile lavorare, mantenere una vita sociale o occuparsi di altre esigenze.

Per superare la paura delle malattie, la terapia può essere molto utile. La terapia di esposizione e la terapia cognitivo-comportamentale sono i due tipi fondamentali di terapia utilizzati.

Terapia di esposizione

La terapia prevede che il paziente riveli, esponga, e chiarisca le fonti della sua preoccupazione e dell’ansia, nel contesto confortante dello specialista. Il terapeuta inizia ad assistere il paziente nella creazione di meccanismi di coping, come il rilassamento o la meditazione, per aiutarlo ad affrontare l’ansia e la sofferenza causate dalla paura delle malattie.

Gli strumenti e le tecniche apprese verranno utilizzate al termine della terapia affrontando alcune delle paure delle malattie.

Terapia cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale si concentra principalmente sull’insegnamento a riconoscere e sfidare i pensieri e le paure irrazionali.

Nel momento in cui si avverte che sta subentrando la paura delle malattie, ci si può fermare e riconsiderare se il pensiero è razionale.

La riformulazione dei pensieri irrazionali o ansiosi può ridurre l’ansia derivante dalla paura di ammalarsi.

La terapia cognitivo-comportamentale permette, inoltre, di ridurre la necessità del paziente di sentirsi rassicurato da un medico o da un familiare circa il non avere una specifica malattia. In questo senso, gli strumenti di coping rappresentano i mezzi da utilizzare quando il paziente ha bisogno di rassicurazione e conferme da parte di soggetti terzi.

Farmaci

L’assunzione di alcuni farmaci può aiutare a controllare i sintomi della paura delle malattie e dell’ansia. La ricerca ha dimostrato come la maggiore efficacia farmacologica si ottenga in combinazione con la psicoterapia.

L’uso di farmaci, solitamente di breve termine, deve essere prescritto dal medico. I farmaci più utilizzati sono:

    • i betabloccanti aiutano a controllare alcuni sintomi fisici causati dall’ansia, come ad esempio, a ridurre la tachicardia e a mantenere nei valori ottimali la pressione arteriosa;
    • le benzodiazepine sono più comunemente chiamate ansiolitici. L’uso può portare a dipendenza ed effetti collaterali gravi, per questo motivo devono essere sempre prescritti da un medico specialista.

Che cos’è il disturbo d’ansia da malattia?

Il disturbo d’ansia da malattia è una preoccupazione ossessiva e irrazionale di avere una condizione medica grave. È chiamata anche ipocondria. Questa condizione è caratterizzata dall’immaginazione di avere i sintomi fisici di una malattia.

In altri casi, invece, si tratta di un’interpretazione errata di sensazioni corporee minori o normali come sintomi di malattie gravi, nonostante le rassicurazioni di medici professionisti sul fatto che non si tratta di una patologia.

Qual è la differenza tra la normale preoccupazione per la propria salute e l’ansia da malattia?

Se si percepiscono i sintomi di una malattia, è normale essere preoccupati. L’ipocondria è caratterizzata dalla costante convinzione di avere uno o più sintomi di una grave malattia. L’ansia può consumare a tal punto l’animo che l’angoscia diventa invalidante.

Se si è preoccupati per la salute, la cosa più razionale da fare è consultare il medico. Con il disturbo d’ansia da malattia, si prova un’estrema angoscia per i sintomi reali o immaginari anche dopo che i risultati degli esami medici sono negativi e i medici rassicurano che si è in buona salute.

Questa condizione va oltre la normale preoccupazione per la propria salute. Ha il potenziale di interferire con la qualità della vita di una persona, comprese le sue capacità di:

  • lavorare;
  • svolgere le normali attività quotidiane;
  • creare e mantenere relazioni significative;

Quali sono le cause dell’ipocondria?

Gli esperti non sono sicuri delle cause esatte del disturbo da ansia da malattia, ma ritengono che possano essere coinvolti i seguenti fattori:

  • avere una scarsa comprensione delle sensazioni corporee, delle malattie o di entrambe le cose. Questo può portare il soggetto a confondersi e ritenere di avere una malattia grave e, quindi, all’ossessiva ricerca di prove che confermino la malattia grave;
  • avere uno o più familiari che si preoccupano eccessivamente della salute;
  • nell’infanzia avere avuto esperienze passate di malattie gravi e reali. Quindi, da adulti, le sensazioni fisiche provate possono creare paura delle malattie.

L’ipocondria si manifesta più spesso nella fascia d’età 22-39 anni e tende a peggiorare con l’età. Nelle persone anziane, la paura delle malattie può concentrarsi sul timore di sviluppare problemi di memoria.

Altri fattori di rischio che possono portare a sviluppare il disturbo da ansia da malattia, sono:

  • un evento o una situazione stressante;
  • l’eventualità di una malattia grave che poi si rivela non grave;
  • aver avuto una grave malattia infantile o un genitore con una grave malattia;
  • controllare eccessivamente la propria salute su Internet.

Come viene diagnosticato il disturbo da ansia da malattia?

In linea generale, in caso di ipocondria, si distingue tra:

  • disturbo d’ansia da malattia, se la persona non presenta sintomi fisici o ha solo sintomi lievi;
  • disturbo da sintomi somatici, in particolare quando la persona ha sintomi percepiti come angoscianti o se ha sintomi multipli.

Per arrivare a una diagnosi di disturbo d’ansia da malattia, il medico eseguirà un esame fisico per escludere qualsiasi condizione di salute. Se il paziente è sano, il medico può indirizzarlo a un professionista della salute mentale. Il professionista della salute mentale, a fronte della diagnosi di paura delle malattie, procederà con:

  • una valutazione psicologica, che prevede domande sui sintomi, sulle situazioni di stress, sulla storia familiare, sulle preoccupazioni e sulle questioni che riguardano la vita del paziente;
  • un test di un’autovalutazione o un questionario psicologico;
  • domande sull’eventuale uso di farmaci, droghe, alcol o altre sostanze.

In particolare, il disturbo d’ansia da malattia è caratterizzato da:

  • preoccupazione di avere o di ammalarsi di una grave malattia;
  • non avere sintomi fisici o avere sintomi molto lievi;
  • preoccupazione eccessiva per una condizione medica esistente o per un’anamnesi familiare relativa a una condizione medica;
  • comportamenti irragionevoli in materia di salute, che possono includere:
    • esaminare in continuazione il proprio corpo per verificare la presenza di malattie;
    • controllare online quelli che si pensa siano i sintomi della malattia;
    • evitare gli appuntamenti dal medico per evitare la diagnosi di una malattia grave;
    • preoccupazione di avere una malattia da almeno sei mesi.

Come si cura l’ipocondria?

Il trattamento del disturbo da ansia da malattia si concentra sul miglioramento dei sintomi e della qualità della vita quotidiana. In genere, il trattamento prevede la psicoterapia, a cui talvolta si aggiunge l’impiego di farmaci.

Psicoterapia

Il trattamento più comune, come nel caso della nosofobia, è la psicoterapia, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale. La terapia cognitivo-comportamentale può essere molto efficace nel trattamento della paura delle malattie perché insegna le abilità che possono aiutare a gestire il disturbo. È possibile partecipare alla terapia cognitivo-comportamentale individualmente o in gruppo. Alcuni dei benefici della terapia cognitivo-comportamentale sono:

  • identificare le preoccupazioni e le convinzioni relative alle paure delle malattie;
  • imparare come giudicare le sensazioni corporee modificando i pensieri non utili;
  • aumentare la consapevolezza di come le preoccupazioni si ripercuotono sul soggetto e sul suo comportamento;
  • rispondere in modo diverso alle sensazioni e ai sintomi corporei;
  • imparare a gestire meglio l’ansia e lo stress;
  • imparare a non evitare situazioni e attività sociali a causa delle sensazioni fisiche;
  • evitare di esaminare il proprio corpo alla ricerca di segni di malattia e cercare ripetutamente di essere rassicurati sul proprio stato di salute;
  • verificare se si soffre o meno di altri disturbi mentali, come la depressione o il disturbo bipolare.

Per trattare la paura delle malattie si ricorre talvolta anche ad altre forme di psicoterapia. Queste possono includere la gestione comportamentale dello stress e la terapia dell’esposizione. Se i sintomi sono gravi, il medico può raccomandare l’assunzione di farmaci in aggiunta agli altri trattamenti.

Farmaci per l’ipocondria

Se la paura delle malattie migliora con la sola psicoterapia, in genere si ricorrerà solo a questa per trattare il disturbo. Alcune persone, tuttavia, non rispondono alla psicoterapia. In questo caso, il medico può raccomandare l’uso di farmaci.

Gli antidepressivi, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, sono spesso utilizzati per questa condizione. Se oltre all’ansia si soffre di un disturbo dell’umore, possono essere utili anche i farmaci ansiolitici.

Alcuni farmaci per il trattamento dell’ipocondria comportano gravi rischi ed effetti collaterali. È importante esaminare attentamente le opzioni terapeutiche con il proprio medico.

Fonti

Medical student syndrome: fact or fiction? A cross-sectional study
Understanding Nosophobia or Fear of Disease

Autore

Dott.ssa Vittoria Martelli
Laurea in Biotecnologie Mediche